Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Gli schiavi della pietra

Zucco dell'Angelone (m.1165) - via Gli schiavi della pietra

Dettagli

  • Accesso stradale: da Barzio (Lecco) raggiungere in auto la funivia per i Piani di Bobbio, parcheggiando nell'ampio piazzale (strapieno in inverno, con neve, quando sono in funzione gli impianti dei Piani di Bobbio).
  • Avvicinamento: scendere in fondo al parcheggio e inoltrarsi nel bosco verso destra per sentiero (indicazioni per l'accesso alle palestre dell'Angelone). La via si trova ufficialmente nel settore destro del quarto sperone, ma raggiungere direttamente l'attacco non è semplice. Si consiglia di seguire le indicazioni per il terzo sperone e salire una via a piacere che porti alla sommità (per esempio: Ortofresco o Foto di gruppo con signorine). Seguire poi per traccia e catene attraverso un impervio canalone boscoso sino al settore destro del quarto sperone.
  • Attacco: la via attacca alla base di un risalto fessurato poco a destra dal termine delle catene. In zona si notano tre file di fittoni resinati: la via sale quella più a destra (viso a monte), qualche metro prima della fine delle catene.
  • Discesa: dal punto di arrivo si sale per poche decine di metri imboccando poi un sentierino impervio e accidentato che scende sulla destra, e riporta sul sentiero dell'attacco. Tutto il tracciato è ben segnato con strisce bianche e rosse. Consigliate pedule da escursionismo. (0h30)
    Oppure è più consigliabile, dall'ultima sosta, seguire (slegati, con attenzione) la cresta un po' sfasciata. Dove questa si impenna, tenere la destra e seguire delle tracce di sentiero. Non scendere nel primo canalone ma continuare più o meno in orizzontale sempre per tracce di sentiero. Superato un ultimo tratto in mezzo ad alte erbe (tracce poco visibili) si raggiunge un netto sentiero che scende, segnalato con gli usuali segnavia (segni bianche e rossi), che riconduce alla carrozabile che scenede dai Piani di Bobbio e porta in breve al parcheggio.
  • Difficoltà: 5b (5a obbligato).
  • Sviluppo: 7 lunghezze, per circa 150 metri di sviluppo.
  • Attrezzatura: via interamente attrezzata a fittoni resinati, utili cordini e qualche friend medio piccolo.
  • Esposizione: sud.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno, ma sconsigliata d'estate.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: A. Savonitto, I. Mozzanica, 1998.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Savonitto A., La Chiusa della Valsassina, 1999
    • Corti P., Arrampicate sportive e moderne fra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2001
    • Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, 2011
  • Cartografia: Kompass n° 105 - Lecco Valle Brembana
  • Relazione
  • Lunghezza 1, 5a, 20 metri: tiro che può essere un poco sporco, ma ben appigliato. Presenta, dopo i primi metri, un risalto da passare a sinistra (azzerabile).
  • Variante alla prima lunghezza 1, 5b, 20 metri: più interessante e divertente è salire il diedro della prima lunghezza di "Manomorta tramviaria". E' quello oltre lo spigolo a sinistra che sale dal pulpito roccioso dove terminano le catene.
  • Lunghezza 2, 4a, 15 metri: in obliquo a sx (passo iniziale delicato) poi più semplice e ben appigliato. Tiro corto ma divertente. Sosta a dx alla base di una placca vicino ad un albero.
  • Lunghezza 3, 5b, 30 metri: parte in un diedro erboso, poi si porta a sinistra su placca rotta. Dirigersi verso un evidente strapiombo rimontando una fessura, poi verso destra su placca delicata e scivolosa. Superare il passo chiave in placca (allungo ad un piccolo buco nascosto sulla destra) e raggiungere una pianta. Salire un muretto verticale verso sinistra ed uscire su comoda cengia dove si sosta.
  • Lunghezza 4, 3c, 20 metri: prestando attenzione a non prendere il tiro di 6b sulla dx, salire un canale semplice ma un poco sporco a sx.
  • Lunghezza 5, 5a, 15 metri: leggermente unto e ricco di appigli "scomodi", si giunge in breve alla sosta. Tiro corto ma da non sottovalutare. Salire le fessura, scivolosa nei primi 3 metri poi la roccia migliora decisamente. Un breve spigolo porta ad un terrazzino dove è attrezzata la sosta.
  • Lunghezza 6, 4c, 30 metri: risalite il bosco per una ventina di metri seguendo tracce di sentiero, traversando infine a sx ad una sosta. Salire in obliquo a sx e traversare poi sempre a sx (delicato). Si sale poi un semplice canale sino alla comoda sosta.
  • Lunghezza 7, 4a, 20 metri: solo un resinato in questo tiro... ma siamo ormai quasi su sentiero.
  • NB: concatenamento ultime due lunghezze: io e Lorenzo abbiamo concatenato le ultime due lunghezze effettuando un tiro da 58 metri. Salire nel bosco, dopo un breve diedrino di roccia rotta e piante, proseguire per una serie di placche a gradoni ed infine affrontare la placca finale (resinato) fino alla base di una crestina di roccia rotta. Sosta da attrezzare su pianta.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Piercarlo Uboldi, 26/10/2005. Revisione e foto a cura di Simone Rossin e Lorenzo Farina da una ripetizione effettuata del 14/03/2015, concatenata con la via Foto di gruppo con signorine al terzo sperone.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.