Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - via Panzeri o Nino Castelli

Grigna Meridionale, Torrione Magnaghi Meridionale (m.2040) - via Panzeri o Nino Castelli

Dettagli

  • Accesso stradale: da Lecco salire ai Piani Resinelli, proseguire per il rifugio Porta e parcheggiare in prossimità della sbarra.
  • Avvicinamento: salire il sentiero che attraversa un breve tratto di bosco e porta direttamente sulla cresta Cermenati (n°7). Salire la cresta fino ad un bivio con palina indicatrice. Seguire a destra il sentiero che traversa in costa e raggiunge il canalone Porta. Salire il canale affrontando alcuni tratti di facile arrampicata (bolli rossi segnavia). (1h15)
  • Attacco: poco oltre l'intaglio con il Sigaro Dones, alla base di un muro articolato solcato da un vago diedrino erboso, poco a destra della verticale del grande tetto squadrato che caratterizza la via.
  • Discesa: dalla S4 in corda doppia con due calate da 50 metri, la seconda bellissima nel vuoto. Oppure è possibile proseguire assicurati in cresta e raggiungere la vetta del Torrione Magnaghi Meridionale. Calarsi in corda doppia sulla via normale, oppure effettuare il famoso traversino e raggiungere la vetta del Torrione Magnaghi Centrale, scendere sul lato Ovest e proseguire per il tratto attrezzato fino alla forcella G.L.A.S.G. Proseguire la scalata sul Magnaghi Settentrionale per la via Normale, la via Bartesaghi o la via Lecco, oppure scendere il canale che porta alla base dei versanti Est dei Torrioni. Scendere per tracce di sentiero e detriti e raggiungere la piazzola dell'elicottero, portarsi a dx alla forcella e scendere fino al Canalone Porta, proseguire verso la cresta Cermenati e poi al parcheggio. (1h15)
  • Difficoltà: VII+ o V+ e A1.
  • Sviluppo: 140 metri.
  • Attrezzatura: in via fittoni resinati e chiodi, soste da attrezzare su due fittoni resinati, utili friend medio piccoli e cordini in kevlar per le clessidre.
  • Esposizione: ovest.
  • Tipo di roccia: calcare.
  • Periodo consigliato: estate, autunno. Parete piuttosto fredda e spesso umida: non attaccare troppo presto al mattino.
  • Tempo salita: 2h00.
  • Primi salitori: Vittorio Panzeri, Mario Galbusera, Andrea Invernizi, agosto 1935.
  • Riferimenti bibliografici:
    • Corti P., Grignetta e Medale - Arrampicate nel giardino di pietra, Edizione Novantiqua Multimedia, 2005
    • Pesci E., Le Grigne, CAI-TCI, 1998
    • Buzzoni P., Pesci E., Lario Rock Pareti, Edizioni Versante Sud, 2011
    • Pesci E., Arrampicate sportive e moderne tra Lecco e Como, Edizioni Versante Sud, 2006
    • Cisana M., Nel Giardino di Pietra. Arrampicate tra il lago di Como e il Lago d'Iseo, Edizioni Idea Montagna, Editoria ed Alpinismo, ottobre 2015
  • Cartografia: Kompass, foglio 105 - Lecco, Valle Brembana - scala 1:50.000.
  • Relazione
  • Lunghezza 1, IV+,VI, 35 metri: salire un bel muretto fino al primo fittone, proseguire in verticale per un diedrino con qualche zolla erbosa, superare un breve salto strapiombante e raggiungere un pulpito dove si sosta su due fittoni attrezzati con cordino.
  • Lunghezza 2, VI+, VII+ oppure V+ e A1, 20 metri: dopo un bell'allungo in strapiombo, rinviato il fittone, proseguire per una buona lama; dopo un tratto più agevole segue un difficile traversino a sinistra su muro compatto, ben protetto da fittone e da un grosso chiodo con anello. Salire poi in verticale per buoni appigli fino in sosta, attrezzata qualche metro sotto il tetto.
  • Lunghezza 3, V+, VII o A1, IV, 35 metri: salire in obliquo verso destra e raggiungere l'estremità destra del tetto (fittone con cordino penzolante). Rimanendo esterni il più possibile superare la spaccatura strapiombante (buon appoggio alto a sinistra sullo spigolo del tetto). Superato il tratto impegnativo proseguire per un breve camino, uscire su una comoda cengia e sostare.
  • Lunghezza 4, V, IV+, III, 50 metri: salire il muretto a destra della sosta, con un delicato movimento a sinistra (fittone) raggiungere un vago diedrino, salirlo fino a quando si perde in una placca articolata, rinviare una sosta a due fittoni e proseguire obliquando a destra fino a raggiungere una sosta su fittoni resinati e catena con anello di calata con scritta "↓ 50" attrezzata in prossimità di un intaglio della cresta finale di vetta.
  • Note: bellissima via, una tra le più impegnative della parete, sale per diedri e strapiombi di roccia ottima. I primi tre tiri sono spesso umidi o bagnati per via di una colata nerastra proveniente dal caratteristico tetto della terza lunghezza. Concatenabile con altre vie tracciate sulla parete Ovest dei Torrioni Magnaghi oppure altre del settore.
  • Aggiornamento: relazione a cura di Simone Rossin, da un'ascensione effettuata con Fabrizio Mantoan il 25 giugno 2016. Concatenata con la via Spigolo Falc.
  • Disclaimer
    L'alpinismo su roccia e ghiaccio è un'attività potenzialmente pericolosa se non praticata con adeguata prudenza e cognizione di causa.
    Le vie descritte in queste relazioni sono state da noi percorse e descritte "di prima mano" con la maggior precisione possibile, ma questo non può in alcun modo sostituire la vostra valutazione e responsabilità personale.